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Uomo e Natura > Sport acquatici
Il surf, è uno sport che si pratica sull'acqua, solitamente in mari come quelli oceanici poichè le onde del mare sono molto piu' alte.
Si pratica con una tavola, che galleggia sull'acqua, di una lunghezza di circa 2,5 3,5 metri (circa), viene lucidata con del grasso per scivolare meglio sull'acqua.
I serfisti, con un gioco di equilibrio, cercano di restare sulla tavola e di cavalcare l'onda rimanendo nella parte piu' alta, compiendo vere e proprie acrobazie.
E' uno sport diffuso soprattutto in Australia.
Gli atleti, prima distesi e poi in piedi cercano di mantenersi in equilibrio e si affidano alle onde coprendo notevoli distanze dal largo alla riva.
Nel 1996 ci sono stati i primi campionati mondiali della specialità.
Verso il 1970, per opera di 2 appassionati di questo sport è nato in California il wind surfing.
Questi, volendo sopperire alla frequente mancanza di onde adatte a esercitare il surf, hanno pensato di sfruttare il vento come propulsore.
Così è nato il surf board cioè una tavola munita di un albero con snodo cardanico (sistemato alla base per potere effettuare qualsiasi movimento) e di una vela da manovrare mediante un doppio boma (una specie di asta di legno cilindrica).
Le tavole hanno misure che variano non solo in base all'altezza e al peso dell'atleta, ma anche in base allo stile ed alla dimensione dell'onda.
Per surfare le onde più grandi si usa una tavola gun, molto lunga e appuntita a prua e anche a poppa, dato che a volte l'onda è talmente alta e ripida, che l'unico contatto che si ha con la parete dell'onda stessa rimane solo la punta posteriore e la monopinna del gun.
La maggioranza delle tavole da surf moderne sono realizzate a partire da schiuma speciale di poliuretano resistente ai raggi UVA (con uno o più listelli longitudinali di legno, o stringers), fibra di vetro (fiberglass) e resina di poliestere.
Le più moderne tecnologie consentono la creazione di tavole in resina epossidica.
Questo materiale rende le tavole più forti e leggere rispetto a quelle tradizionali in resina poliestere e fibra di vetro (quest'ultima è unicamente una matrice di supporto che viene impregnata di resina).
Il surf o surf da onda (in hawaiiano he'e nalu, "scivolare sulle onde") è uno sport acquatico che consiste nel "cavalcare" (questo è il termine più usato) le onde con una tavola da surf (o surfboard).
La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola.
È inoltre possibile eseguire una serie di manovre a seconda della velocità e della forma della parete.
Lo stile di surfing più classico è chiamato longboard e si pratica con tavole molto lunghe e con la prua arrotondata.
È diffuso in tutto il mondo.
Un po' di storia del surf...
La prima fonte storica è contenuta nel diario di bordo del capitano Cook (scopritore delle Hawaii):
essa descrive le imprese dei polinesiani, che a cavallo delle onde a bordo di surf di legno rudimentali erano persone che provavano molta felicità nel farsi trasportare dalle onde.
Le prime rudimentali tavole erano solitamente costruite legando assieme tre tronchi cavi piegati verso l'alto sulla prua.
Bandito nell'epoca delle colonizzazioni dei missionari calvinisti, a causa delle nudità esposte dai polinesiani dell'epoca, il surf venne ripreso tra la fine dell'800 e gli inizi del '900.
Un merito per la diffusione del surf dalle Hawaii al resto del mondo fu dato all'hawaiano Duke Kahanamoku che dopo essere stato scoperto come potenziale campione di nuoto da un talent-scout, durante i suoi viaggi agonistici portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane.
La massima diffusione del surf da onda si raggiunge negli anni sessanta e settanta, quando le onde venivano surfate su tavole piuttosto grosse (longboard).
Ci fu una grande svolta con l'invenzione dello shortboard (tavoletta), di misura più piccola e con tre pinne (thruster).
Dalla metà degli anni ottanta ai nostri giorni la tecnica si è certamente evoluta (soprattutto per quanto riguarda la velocità).
Il personaggio più celebre del surf da onda a livello mondiale è stato Greg Noll, "Da bull". Attualmente un altro campione del surf mondiale che nel 2006 ha firmato per l'ottava volta la vittoria del campionato mondiale professionisti è Kelly Slater.
Il termine surf è inglese.
Tube Riding (Intubarsi) è una delle manovre più spettacolari, consiste nel surfare un'onda rimanendo coperti dal labbro che l'onda forma nel frangere, per poi uscirne quando questa collassa.
La condizione necessaria perché si crei il tubo è che l'onda si chiuda velocemente.
Con il termine spot si intende il luogo dove è possibile praticare questo sport acquatico. Una delle caratteristiche fondamentali di uno spot è il fondale, primo responsabile della creazione dell'onda.
Si distinguono "beach break" cioè fondale sabbioso, "rocky break" o "point break", cioè fondale roccioso, "reef break", barriera corallina e infine "artificial break", cioè punto di rottura a causa di barriere costruite artificialmente (si pensi, ad esempio, ad un porto o ad un molo).
Di solito sui beach break le onde si formano in maniera poco prevedibile, mentre su tutti gli altri fondali il punto di rottura dell'onda è facilmente individuabile e queste iniziano ad incresparsi tutte allo stesso modo.
Si chiama line up la zona in cui, in acqua, ci si posiziona per "prendere" l'onda.
Essa coincide con il punto in cui un'onda comincia a frangere, rendendo la parete ripida e appunto surfabile.
Il duck dive, tradotto come "tuffo dell'anatra" consiste nel passare sotto l'onda usando un movimento simile a quello che fanno le anatre quando nuotano contro corrente;
Questa manovra è necessaria per raggiungere la line up dalla spiaggia.
Il leash è il cavo elastico che unisce la poppa della tavola alla caviglia del surfista. Serve ad evitare di perdere la tavola dopo una caduta, mentre l'elasticità del cavo evita pericolosi traumi da strattonamento alla gamba del surfista.
La Wax è la paraffina che viene distribuita sulla tavola per aumentare l'attrito e consentire una maggiore manovrabilità.
Il Nose è la punta della tavola.
Il suo profilo ne determina le caratteristiche.
Con un nose molto appuntito la tavola avrà una maggiore maneggevolezza a spese della stabilità.
La "Tail" è la parte posteriore della tavola.
Può avere una superfice ruvida (in genere di materiale plastico) per aumentare ulteriormente l'attrito dei piedi sulla tavola.
"Take off", letteralmente decollo, è la partenza che si effettua una volta pagaiata l'onda, sicuramente più l'onda è grossa più il take off è ripido.
Un "arial" è una difficile manovra che consiste nello sfruttare l'onda come se si trattasse di un trampolino, per compiere un salto.
Con il verbo "droppare", dall'inglese to drop, si intende il bloccare un surfista che ha già iniziato a prendere l'onda mettendosi davanti a lui o "rubandogli" l'onda, impedendogli di andare avanti.
Il termine "wipe out", il cui significato è "cancellare" "annientare", serve per indicare la caduta da un'onda.
"Swell" è il termine tecnico con cui si indica una mareggiata, cioè un aumento dell'altezza e della frequenza delle onde dovuto, in genere, ad una tempesta più o meno vicina alla terraferma.
I SURFISTI
Un'attenzione particolare merita la categoria dei "surfisti" (surfers) che non è omogenea come si può pensare.
Questi si dividono in varie categorie in base a:
età, attitudini, attrezzatura, origini, con gusti e preferenze per l'onda e lo spot differenti.
Ad esempio un longboarder prediligerà onde più tonde, meno ripide e non particolarmente veloci, mentre chi surfa con una shortboard cerca onde veloci, pareti quasi verticali e possibilmente un'onda tubante nell'inside (parte vicina a dove l'onda frange).
I più giovani alle prime uscite vengono definiti "grommets" (o anche gremlins per la velocità con cui negli ultimi anni si moltiplicano), mentre un surfista che è originario di una certa zona e di solito si allena è chiamato "local".
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