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Animali domestici > Gatti
I proprietari di gatti amano i propri animali e desiderano mantenerli in buona salute e felici.
E' importante che questi proprietari conoscano le malattie e i sintomi che segnalano la necessità di una visita veterinaria.
Un gattino in buona salute ha un aspetto sveglio, un mantello compatto, pulito e soffice e un'andatura rilassata; le orecchie contengono solo una piccola quantità di cerume di colore bruno chiaro e gli occhi sono ben aperti, senza lacrimazione.
La respirazione non è laboriosa e la bocca e la lingua sembrano in buona salute e hanno un odore dolce. L'area anale è pulita.
Nei gatti maschi non castrati, i due testicoli sono scesi normalmente nello scroto.
I gatti emettono un caratteristico odore felino che non è però un cattivo odore.
Intolleranze alimentari
Gli animali domestici possono essere soggetti a intolleranze alimentari di vario tipo, che causano loro disturbi vari, dolori e prurito.
Le intolleranze e le allergie alimentari sono una risposta madiata dal sistema immunitario gastro-intestinale nei confronti dei componenti del cibo.
In pratica il sistema immunitario non riconosce alcuni alimenti, parte dei loro componenti, dando origione a una azione di rigetto.
Di solito la reazione allergica è scatenata da alimenti proteici.
I sintomi sono vari: vomito, diarrea, prurito cutaneo, forfora e pelo opaco.
Nel gatto acnche se più raramente che nel cane il prurito si può manifestare sulla testa, sul collo, sulle orecchie e nelle zampe anteriori.
E' indispensabile rivolgersi al proprio vaterinario e fare le indagini del caso.
Neanche l'esame più minuzioso rivela malattie invisibili ad occhio nudo, per cui è consigliabile portare il gatto dal medico per una visita veterinaria completa, con tutte le necessarie analisi.
L'alimentazione ha un impatto diretto sulla salute del gattino.
I mangimi commerciali forniscono una dieta corretta e bilanciata per tutte le fasi di vita del gatto; ne risulta che i disturbi ossei dei gattini in fase di crescita sono ora rari.
Tuttavia, una dieta completamente proteinica o la somministrazione incorretta di vitamine (ad esempio dosi eccessive di vitamina E) possono causare osteofibrosi, in cui le fragili ossa sono soggette a frattura a legno verde o ad altre gravi fratture.
All'età di tre mesi il gattino completamente svezzato è in grado di nutrirsi da solo ed è ben adattato al proprio ambiente.
E' responsabilità del proprietario fornire il nutrimento e le cure necessari per una crescita robusta.
Le quattro malattie potenzialmente mortali per il nostro amico gatto sono:
la rinotracheite infettiva, la leucemia felina, la gastroenterite infettiva e l'immunodeficienza felina (FIV).
Contro le prime tre è disponibile il vaccino mentre attualmente non esiste ancora un vaccino contro la FIV.
Attraverso il latte materno il gattino acquisisce nei confronti delle malattie le stesse immunità di cui gode la madre.
Questa copertura immunitaria termina dopo le nove settimane di vita per cui a due mesi si inizia il programma di vaccinazione che poi si ripeterà una volta all'anno nel corso della vita.
Rinotracheite
é conosciuta come influenza felina, è una virosi respiratoria.
Il tempo di incubazione nelle forme più gravi è molto ristretto, i primi sintomi appaiono appena dopo 2 giorni e diventano evidenti in una decina di giorni: perdita di appetito, starnuti frequenti, pus dagli occhi, e dal naso e in un secondo tempo,
presenza di ulcere sulla lingua.
I sintomi persistono per circa 6 settimane e possono manifestarsi complicazioni batteriche scondarie.
E' indispensabile consultare un veterinario al più presto.
Con il nome di influenza dei felini si intendono due patologie analoghe: la rinotracheite virale causata da un ben preciso virus e molto grave, e la malattia provocata dai calcivirus dei felini sostenuta da diverse famiglie di calcivirus e meno grave.
Il virus della rinotracheite infettiva si trasmette da un gatto all'altro per contatto e per via indiretta attraverso starnuti, ciotole e lettiere.
Lo starnuto può proiettare i virus fino a due metri di distanza.
Questo virus viene distrutto dalla maggior parte dei disinfettanti e non sopravvive all'ambiente per più di un giorno.
La vaccinazione offre comunque una buona copertura.
Filariosi cardio polmonare
Nel mese di Aprile inizia la prevenzione per la Filariasi cardio polmonare.
E' una malattia parassitaria sostenuta da un "verme tondo", che viene trasmesso al cane e al gatto sotto forma di larva dalle zanzare.
In alcune zone (Pianura Padana) è una malattia stagionale e la patologia è endemica.
E' una malattia grave per cui è necessario provvedere con un trattamento profilattico che va da Aprile a Novembre compreso.
Si somministrano compresse a scadenza mensile (o altre terapie da concordare con il veterinario) allo scopo di uccidere le larve che la zanzara ha trasmesso nel mese precedente.
Bisogna essere precisi ed accurati nella somministrazione ed accertarsi che assuma il farmaco e che no lo vomiti.
Parassiti esterni
Le pulci sono parassiti diffusissimi tanto che molti gatti per quanto ben curati ne sono affetti soprattutto in Primavera/Estate.
La presenza di parassiti induce il gatto a grattarsi frequentemente.
Bisogna controllare regolarmente il pelo e preocedere a trattamenti mensili specifici,
non solo sull'animale ma anche nell'ambiente: cuccia, cuscini, lettiera, angoli della casa...
La presenza delle pulci si manifesta attraverso i loro escrementi che non sono altro che sangue digerito.
Pettinando il gatto con appositi pettini si tolgono gli escrementi.
Le pulci possono trasmettere la Tenia e dermatiti allergiche.
Pidocchi: il pidocchio che infesta il gatto è Felicola subrostatus.
E' un piccolo insetto senza ali che vive sempre sull'animale e può sopravvivere solo qualche giorno lontano dal gatto.
I pidocchi si diffondono per contatto o con spazzole e cucce contaminate.
Le uova che si chiamano lendini sono attaccate ai peli del mantello.
I pidocchi infastidiscono il gatto e causano un forte prurito.
Gli acari possono essere:
Neotrombicula autumnalis (o acaro del raccolto):
Questo acaro può infestare il gatto ma anche l'uomo e il cane.
L'acaro si nutre del loro sangue per circa una settimana.
Le larve si attaccano di solito nelle orecchie o negli spazi dove sono visibili ad occhio nudo come puntini arancioni di 0,5 mm di dimensioni.
Gli acari provocano una forte irritazione e possono portare a un'infiammazione cutanea.
bisogna farsi prescrivere dal veterinario un trattamento specifico.
Cheiletiellosi (o forfora migrante):
Di solito l'infestazione è più frequente in posti dove sono presenti più gatti.
Sia i gatti, sia i cani e i conigli possono trasmettersi direttamente questi acari che possono infestare anche l'uomo.
Nel gatto l'infestazione crea un'irritazione cutanea e la formazione di forfora (in particolare sul dorso).
Anche in questo caso è necessario rivolgersi al proprio veterinario e farsi prescrivere un prodotto specifico ed effettuare un trattamento anche all'ambiente.
Rogna otodettica (acari delle orecchie):
Gli acari delle orecchie vivono nel condotto uditivo dei cani e dei gatti e possono sopravvivere solo per un breve periodo nell'ambiente.
Si trasmettono per contatto diretto tra gli animali, in particolare passano dalla madre al gattino.
L'infestazione del condotto uditivo causa irritazione, scuotimento della testa e grattamento delle orecchie.
In caso di rogna otodettica è necessario consultare il veterinario che indicherà il trattamento appropriato.
Micosi (Dermatomicosi o tigna):
Nel gatto è abbastanza frequente l'infestazione di un fungo chiamato Microsporum canis che vive sul pelo dell'animale.
Le lesioni risultanti sono circolari e presenti sulla testa.
Le lesioni iniziali possono guarire da sole in qualche settimana ma ne possono comparire altre da altre parti.
Nelle razze feline a pelo lungo, questa infestazione fungina può causare una perdita di pelo diffusa, così che alcune aree del corpo avranno un pelo meno folto.
Le dermatomicosi sono molte contagiose.
Il pelo e le spore fungine che cadono dall'animale causano l'infestazione dell'ambiente.
Non c'è bisogno che venga il contatto diretto perchè si diffondi l'infestazione, un gatto si può infestare sdraiandosi suun tappetino usato da un gatto infestato anche se qualche giorno prima.
Microsporum canis infesta soprattutto il gatto ma può colpire anche un cane, coniglio, roditori e anche noi uomini.
I gatti infestati devono essere curati con un farmaco antimicotico per almeno sei settimane.
I vermi intestinali sono purtroppo frequenti nei gattini che si infestano prima di nascere o durante l'allattamento dalla madre o tramite l'ambiente.
I due tipi di vermi intestinali più comuni nel gatto sono i vermi tondi e i vermi piatti, i protozoi (vermi minuscoli come i coccidi e la Giardia).
I vermi intestinali creano problemi gastroenterici come ad esempio il vomito e la diarrea oppure anche il dimagramento.
Alcuni di questi parassiti possono fare ammalare anche gli uomini.
Per ciò è assolutamnete necessario sottopporre il gatto ad un trattamento vermifugo.
Ascaridi
Toxocara cati è un verme tondo (nematode) che misura da 4 a 8 cm di lunghezza.
Si trova nell'intestino del gatto e può provocare un processo infiammatorio oppure un'ostruzione intestinale.
I gattini possono infestarsi ingerendo le uova di parassita che si trovano nell'ambiente oppure attraverso il latte materno.
Le feci di gatti infestati hanno molte uova di parassiti.
Le uova sono resistenti al freddo e ai disinfettanti e possono sopravvivere per più di tre anni nell'ambiente.
Dopo essere state ingerite dal gatto le larve dall'intestino vanno al fegato e ai polmoni e poi tornano di nuovo nell'intestino dove diventano parassiti adulti.
L'infestazione da ascaridi causa rigonfiamento dell'addome e diarrea, ovviamente una brutta condizione del pelo.
Nei gattini gli ascaridi causano perdita di calcio, fosforo, vitamine, minerali e glucosio, e rallentano la crescita dell'animale.
Le uova di ascaridi ingerite dall'uomo (in particolar modo dai bambini) creano brutte malattie in quanto le larve si spostano negli organi interni.
L'infestazione avviene con bambini o persone che hanno contatto con i gattini che non sono sverminati o a contatto con le feci.
L'unico rimedio è di somministrare un vermifugo efficace prescritto dal veterinario.
Il trattamento va ripetuto altrimenti sono possibili nuove infestazioni.
Gli anchilostomi sono parassiti intestinali del gatto.
Sono bianche, rossicci di pochi cm e filiformi.
Le uova vengono espulse tramite le feci mentre le larve che ne derivano possono penetrare nell'organismo animale per via orale e attraverso la pelle.
La madre può dunque tramettere gli anchilostomi ai propri piccoli.
A livello intestinale si nutrono di sangue e per questo possono provocare anemia.
Gli animali diventano stanchi e hanno vomito, diarrea con presenza di sangue e coliche.
Ricordiamo per questo che è importate la sverminazione tempestiva dei gattini.
Dipylidium caninum è un verme piatto:
Le forme immature di Dipylidium si trovano all'interno delle pulci e vengono ingerite dal gatto mentre si lecca.
Nelle tre settimane seguenti nell'intestino del gatto si sviluppa un verme adulto.
I segmenti della tenia, pieni di uova, vengono eliminati con le feci.
In seguito si seccano e restano attaccati ai peli che circondano l'ano.
L'infestazione da vermi piatti può provocare un ritardo di crescita, brutte condizioni del mantello e irritazione anale nei gattini.
Protozoi:
I gattini possono essere infestati dai protozoi in particolare Giaedia e coccidi.
Entrambi sono parassiti comuni che infestano il 30% - 60& dei gattini e il 5% - 20% dei gatti adulti.
Giardia:
Si trova nell'intestino del gatto e può causare disturbi digestivi e mancata digestione e assorbimento del cibo.
Provoca quindi dimagrimento e diarrea.
Sono colpiti i gatti adulti e i gattini che si infestano se ingeriscono le microscopiche cisti del parassita presenti nel cibo e nell'aqua contaminati da feci di animali infestati.
Coccidi:
Sono comuni protozoi parassiti dell'intestino del gatto.
I due tipi che infestano il gatto sono Isospora e toxoplasma.
Le infestazioni da coccidi inducono un'immunità nell'animale infestato che però può emettere cisti parassitarie infestanti per altri animali.
Isospora è più comune e causa enterite acuta nei gattini da uno a sei mesi d'età.
Il gatto si infesta se ingerisce le cisti, dette oocisti che sono presenti nel suolo contaminati.
L'infestazione da Toxopalsma gondii può avvenire ingerendo prede contaminate (topi o carne infestata).
Questo parassiti infesta tutti i mammiferi (anche l'uomo).
Il 90% dei gatti adulti è portatore di infestazione da Toxoplasma.
Le donne in gravidanza devono evitare contatti con le feci del gatto, indossare guanti per fare giardinaggio, non mangiare carne cruda o poco cotta e lavare bene tutti i vegetali prima di mangiarli.
Filariosi
Come il cane il gatto può essere colpito da un parassita chiamato Dirofilaria immitis trasmesso salle punture delle zanzare.
La malattia è presente soprattutto nel nord Italia.
Il parassita adulto raggiunge attraverso il circolo sanguigno le arterie polmonari.
Nel gatto la filariosi cardiopolmonare è ancora più pericolosa che nel cane, se si pensa che anche solo un verme adulto può causare la morte.
Per questo è fondamentale attuare la prevenzione somministrando farmaci mensilmente per via orale durante il periodo di maggiore presenza delle zanzare.
E' necessario rivolgersi al veterinario.
Infezioni virali e batteriche
Quando il gattino non è più protetto dagli anticorpi forniti dalla madre durante la gravidanza e l'allattamento, diventa vulnerabile ad infezioni virali e batteriche.
Leucemia ed immunodeficienza felina
I gatti sono vulnerabili a diversi agenti infettivi responsabili di patologie spesso fatali.
Le malattie più gravi sono causate da tre virus: Virus della Leucemia felina (FeLV), virus dell'immunodeficienza felina (FIV) e peritonite felina infettiva (FIP).
I primi due (FeLV e FIV) sono causati da un retrovirus.
Poichè la modalità di trasmissione e la suscittibilità differiscono da malattia e da un gatto all'altro, è impossibile qaffermare che sono a rischio solo specifiche popolazioni.
Il virus FeLV viene trasmesso tramite contatto, leccamento e uso di una lettiera comune.
Gli animali più a rischio sono i gattini o gli animali adulti giovani, gatti che vivono dentro e fuori casa e gatti che vivono in case insieme a molti altri gatti.
L'FIV è trasmesso principalmente attraverso i morsi.
Questo tipo di infezione è raro nei gattili ed è molto più comune nei gatti che possono girare liberamente.
I gatti maschi più vecchi e non castrati che vivono dentro e fuori casa sono quelli più a rischio.
Se un gatto suscettibile viene in contatto con il FeLV, il virus potrebbe essere e
radicato immediatamente dall'organismo e non causare sintomi; ma se il virus sfugge alle difese immunitarie iniziali dell'organismo, entra in circolo.
La presenza del virus nel circolo sanguigno è detta viremia.
Se la risposta immunitaria dell'organismo è adeguata, l'invasione del virus viene fermata, ma il virus può rimanere nelle cellule del midollo osseo.
Se il virus prevale sulle risorse del sistema immunitario dell'organismo, invade l'intero organismo e si sviluppa la malattia.
I sintomi variano considerevolmente e seguono una fase asintomatica in cui il gatto è contagioso.
Si sviluppa una anemia, le mucose diventano pallide, il gatto si stanca facilmente e rimane rapidamente senza fiato.
Dato che le difese immunitarie dell'organismo sono indebolite, il gatto rischia una varietà di complicazioni, comprese infezioni respiratorie virali, ascessi, diarrea cronica o patologie cutanee.
Qualsiasi gatto con malattie ricorrenti o una malattia che non risponde alle cure dovrebbe essere analizzato per possibili retrovirus.
I disturbi riproduttivi sono un sintomo classico, così come i tumori (specialmente il linfoma).
La progressione clinica dell'infezione da fIV corrisponde al progressivo indebolimento del sistema immunitario, che può essere diviso nelle seguenti cinque fasi:
- infezione iniziale - febbricola e ghiandole ingrossate;
- portatore asintomatico (sieropositivo)
- fase clinica iniziale - manifestazione di sintomi, comprese perdita di pelo e febbre (questa fase dura diversi mesi;
- consolidamento - sviluppo di gravi infezioni ricorrenti che non rispondono adeguatamente o del tutto alle cure (questa fase dura diversi mesi);
- terminale - il gatto è vulnerabile a tutti i germi, anche quelli normalmente non altamente infettivi; sviluppo di una vasta varietà di infezioni, con conseguente morte entro un periodo da uno a sei mesi.
Non è raro che un gatto infetto da FeLV sia anche infetto da FIV.
Questi gatti tipicamente soffrono malattie gravissime e muiono poco tempo dopo la comparsa dei primi sintomi.
Non esiste alcuna cura efficace per i retrovirus, anche se sono disponibili diversi tipi di terapie che possono prolungare la vita al gatto infetto, compresi farmaci corticosteroidi e antimitotici.
La terapia antibiotica delle infezioni secondarie pospone semplicemente la morte.
Il gatto non è un serbatoio naturale del virus.
Non trasmette il virus influenzale all'uomo.
Il gatto domestico per la sua indole e buona nutrizione usualmente non caccia volatili acquatici e non mangia animali morti.
Calcoli renali
Problema molto pericoloso che si manifesta con minzione frequente e difficile e presenza di sangue nelle urine.
In questi ultimi anni la diversa composizione dei cibi preconfezionati che aumente l'acidità dell'urina ha fatto diminuire sensibilmente la formazione di calcoli di struvite nel gatto.
E' comunque indispensabile in caso di alimentazione preconfezionata dare ai gatti cibi preparati in base alla loro età.