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Terre dei Castelli > Vignola
Situata ai piedi delle prime colline dell' Appennino, Vignola sorge sulla sponda
sinistra del fiume Panaro.
E' una Città - titolo conferitole dal Presidente della Repubblica nel 1994 - di oltre 20.000 abitanti, ricca di storie e di testimonianze architettoniche di grande pregio, a partire dalla famosa Rocca.
Qui sono nati personaggi storici illustri come Jacopo Barozzi (1507 - 1573), famoso architetto del 500 e Ludovico Antonio Muratori (1672 - 1750), letterato e storico.
Storia e cultura si integrano perfettamente con il paesaggio, in particolare lungo il fiume Panaro, dove si snodano il Percorso Natura, proveniente da Modena, e il Percorso Sole, che porta in direzione del Parco Fluviale di Marano sul Panaro.
L'economia del territorio è stata incentrata per decenni sull'agricoltura e oggi è caratterizzata da piccole e medie imprese che operano in vari comparti economici.
La frutticoltura rimane un punto di riferimento importante: non a caso ha sede proprio nella cittadina il Consorzio della Ciliegia e della Susina Tipica.
Vignola è conosciuta soprattutto per la ciliegia (Mora di Vignola) ed altre varietà di duroni; non di minore importanza è però la produzione di susine, albicocche, mele e pere.
Solida è anche la tradizione gastronomica, dove, accanto ai prodotti tipici della cucina emiliana, spiccano la rinomata "Torta Barozzi" e le ciliegie sotto spirito.
Non solo in Italia, ma anche in parecchi Paesi d'Europa, Vignola è conosciuta grazie alle sue ciliegie che a primavera si può ammirare il meraviglioso spettacolo della fioritura e dove, poche settimane dopo di possono gustare le migliori ciliegie del mondo.
La valle del Panaro da Marano a Spilamberto, a San Cesario, a Piumazzo costituisce un ambiente favorevole alla coltivazione del ciliegio ed in particolare della varietà "Mora" (dolcissima e tenera) e del "Durone Nero I" (famoso per forma e grossezza).
Ad essa affiancaata, la valle del Samoggia è prevalentemente coltivata a varietà duracine come il "Durone dell'Anella" e il "Durone della Marca" (ottimo per mettere sotto spirito) che prospera pure su tutta la collina sino a 700 metri.
Un'altra varietà di ciliegie duracine molto importanti è il "Durone Nero II" che è coltivato sia in pianura che in collina; differisce dal "Nero I" solo per la pezzatura che è più piccola e per il gusto che è ritenuto più gradevole.
Acquaiole, ciliegioni, anellone, Bigareaux, e tante altre varietà minori completano la gamma delle ciliegie di Vignola e danno vita alla più lunga stagione cerasicola che si conosca.
La ciliegia, è certamente un prodotto deperibile e alla fine della grande guerra, non esistono né frigoriferi né vagoni ferroviari refrigerati; da Vignola per i mercati più lontani si possono spedire con successo solo le susine.
In questo ambiente, sotto la pressante necessità di raggiungere mercati sempre più lontani e di migliorare le condizioni di arrivo nei più vicini, in un periodo in cui gli autocarri non sono ancora dotati di pneumatici, nasce il primo impianto frigorifero d'Europa per la conservazione della frutta.
Il dott. Giovanni Garagnani produttore e poi commerciante, arriva per primo a Berlino con "Duroni Nero I" perfettamente sani e con il gambo verde: si apre la strada di Parigi, di Londra e di tutte le più ricche città d'Europa.
Le ciliegie a Vignola maturano in ritardo rispetto alle altre zone di produzione italiane ed è anche per questo che risultano essere le migliori.
Non potendo puntare sulla precocità ma potendo contare sulla qualità è fondamentale un alto grado di perfezione nei sistemi di impacco, conservazione e trasporto.
Il commercio della ciliegia, abbinato a quello delle susine prospera a Vignola, ma ha il difetto di esaurirsi in un periodo troppo breve dell'anno, che non consente l'importazione di imprese efficienti per cui si arriva all'abbinamento con la frutta invernale per la maggior parte importata dalla provincia di Ferrara.
Il fatto economico "Ciliegie" è velocemente superato dalla nuova attività al punto che, nel giro di pochi anni, si arriva ad un milione di quintali di capacità frigorifera.
In ogni caso rimane comunque il cardine del commercio Vignolese, la "carta di credito" universalmente riconosciuta.
Nell'ultimo ventennio esplode a Vignola anche l'industria del "sotto spirito" che, utilizzando la varietà a polpa chiara dalla Marca, trasferisce sul campo industriale una antica consuetudine famigliare oggetto in precedenza di attività artigianale.
Volendo esaminare la realtà presente non possiamo fare a meno di registrare alcune preoccupazioni: l'invecchiamento degli impianti di ceraseto e l'impossibilità di reimpiantare nei medesimi terreni, la concorrenza sleale di altre produzioni che sui mercati si spacciano per Vignolesi, la mancata produzione in vaste zone dovute ad eventi meteorici sfavorevoli, lo scredito subito dalle ciliegie a causa di produzioni di altre zone che si presentano sul mercato cariche di vermi.
Nel 1966 per iniziativa degli agricoltori, commercianti e industriali viene costituito il "Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola" che ha per scopo quello di riparare agli inconvenienti, delimitare la zona tipica, definire gli standard varietali, depositare un marchio d'origine e realizzare campagne pubblicitarie.
Natura ed Enogastronomia
Gli amanti di un paesaggio ancora integro e in armonia con la vita dell'uomo non possono trascurare di venire a visitare i diversi itinerari naturalistici e godere delle passeggiate a piedi o dei percorsi ciclabili che Vignola e i suoi dintorni offrono in ogni stagione.
Inoltre, a rendere più piacevole la permanenza in questi luoghi, contribuisce la tradizione enogastronomica tipica modenese, con salumi e aceto balsamico in testa, e l'abbondante produzione di frutti, soprattutto rossi, di cui la città va orgogliosa.
La produzione cerasicola classica inizia normalmente nella seconda metà del mese di Maggio.
Con il mese di Giugno maturano i duroni di colore scuro; tra le varietà tardive (a metà Giugno) sono da annoverare il durone "Nero II" e il "Ciliegione", particolarmente gustosi e ricchi di qualità nutritive.
Le susine e le albicocche normalmente iniziano la loro maturazione quasi al termine della stagione delle ciliegie, nella seconda metà del mese di Luglio.
La vitivinicoltura vanta una tradizione secolare e l'alta qualità ha consentito di ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata per il Lambrusco Grasparossa.
Vignola è socia delle "Città del Vino" italiane.
Il Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola è nato nel 1964 per promuovere e tutelare la ciliegia di Vignola.
la Strada dei Vini e dei Sapori del Territorio Città Castelli Ciliegi
Vignola, nota in tutta Europa per le sue ciliegie e le sue susine, abbinate ad altre produzioni locali quali albicocche, mele e prodotti vitivinicoli, partecipa al progetto nato nell'ambito dell'iniziativa legislativa promossa nel 1999 dalla Regione Emili-Romagna sugli "Itinerari enogastronomici", sulle colline tra Modena e Bologna: la Strada dei Vini e dei Sapori del Territorio Città Castelli Ciliegi, realizzato per la promozione degli aspetti caratteristici di queste zone: le Città e i Castelli, simboli di cultura e di storia;
i Ciliegi, caratteristici e preziosi frutti di queste vallate.
Il primo percorso enogastronomico regionale, La "Strada dei Vini e dei Sapori del Territorio Città Castelli Ciliegi", nato per l'impulso di un'Associazione formata da 16 Comuni delle province di Bologna e di Modena, da 2 Comunità Montane, 2 Enti Parco Regiionali e 130 operatori privati, è un'esperienza pilota che consente di apprezzare il "paniere" dei prodotti tipici di questi luoghi, costituito da un ricco assortimento di pietanze, piatti e prodotti di qualità che si possono assaporare nei ristoranti, nelle aziende produttrici e agrituristiche del territorio disseminate lungo il percorso.