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Animali domestici > Gatti
I gatti sono creature davvero affascinanti.
Per migliaia di anni hanno occupato un posto speciale tra le faccende degli uomini.
Sono stati idolatrati, temuti, odiati, mai ignorati.
Chi possiede un gatto sa che non ne è il padrone, ma che dipende totalmente dai favori del suo animale.
I gattofili sostengono di parlare con i loro mici e hanno ragione, anche se parlare vuol dire comunicare non attraverso frasi articolate, ma con forme più sottili di espressione.
Il muso del felino, spesso tanto imperscrutabile, è in realtà estremamente espressivo;
ogni suo atteggiamento vale molto di più delle semplici parole.
I gatti dispongono di una serie di suoni, gesti, rituali e abitudini irrinunciabili che concorrono a comporre un quadro comunicativo raffinato e complesso.
Tra gatto e padrone non si istaura un dialogo tra eguali, ma piuttosto un rapporto tra partner.
Nessun uomo con un minimo di sensibilità potrebbe sostenere di essere il padrone del proprio gatto.
Lui e l'animale vivono in armonia sotto lo stesso tetto, e anche se è l'uomo che apre le scatolette stabilendo l'orario dei vari pasti, non per questo il gatto potrà mai considerarlo il suo capo.
In realtà il gatto non ha alcun bisogno dell'uomo, anche se l'intervento umano gli rende la vita molto più facile.
Sotto la patina dell'animale domestico, il gatto cela uno spirito d'indipendenza e un'indole ribelle assolutamente indomabili.
Al contrario del cane, estremamente dipendente dall'uomo, il gatto è perfettamente in grado di badare a se stesso; prova ne sono i milioni di gatti di strada che non conoscono altro modo di vita.
Allo stato selvaggio, il gatto può arrivare a mangiare fino a dieci topi al giorno.
Quando non dorme, anche se in quel momento il gatto non ha fame può diventare cacciatore.
Gli stimoli visivi ed olfattivi richiamano e svegliano i suoi istinti da predatore.
I gatti amano mangiare alcune piante (compresi i germogli di grano, i bambù, e il papiro..).
Queste piante contengono elementi benefici per la sua salute.
Gatti e felini
Tutti i felini, dal possente leone al gatto di casa, sono cacciatori carnivori, dalle abitudini notevolmente simili.
Se mettiamo a confronto il gatto domestico che si avvicina di soppiatto a un topo e una tigre che avanza furtivamente verso un’antilope, si può osservare che i loro movimenti sono praticamente uguali.
Per questo proprio come i suoi parenti selvaggi (leopardo, lince, pantera..) il gatto è un carnivoro.
Ciò significa che deve consumare le proteine e che la sua salute dipende da alcuni nutrienti essenziali come la taurina, l'acido arachidonico e la vitamina A che si trovano in materie prime d'origine animale (ad esempio cibi come il pollo, l'anatra, pesce..).
Lo splendore del suo mantello e la sua vitalità dipendono dalla loro alimentazione.
Il gatto domenstico
Il gatto domestico è un animale vertebrato e appartiene al gruppo dei mammiferi.
Non è sempre stato un animale da compagnia.
Esiste da ben 40 milioni di anni e, a quanto pare, fece la sua comparsa come gatto selvatico nelle savane africane.
Non sappiamo con precisione in che momento gatto e uomo abbiano fatto conoscenza, e abbiano cominciato un’amicizia che dura ancora oggi.
Per molto tempo si è pensato che il gatto sia stato addomesticato dagli Egizi, 5.500 anni fa circa.
Ma oggi si ritiene che sia diventato compagno dell’uomo molto prima, almeno 9.500 anni fa, fra i popoli del Vicino Oriente.
L'animale sacro agli Egizi
Nella valle del Nilo, circa 5.500 anni fa, per gli egizi i topi erano un vero flagello, perché distruggevano le scorte alimentari e danneggiavano i raccolti.
L’abilità del gatto nel cacciare i roditori lo fece rapidamente diventare un animale prezioso in ogni casa, tanto che venne addirittura ritenuto una divinità.
Il gatto era venerato nelle vesti della dea Bastet, simbolo di amore e di fertilità. Maltrattare un gatto era considerato un crimine da punire con la morte.
Quando un gatto moriva, le famiglie più ricche ne facevano mummificare il corpo per potere rincontrare il loro amato felino nell’Aldilà.
Il compagno delle streghe
La sorte del gatto era però destinata a cambiare, e in peggio.
Nel Medioevo, il gatto domestico era molto diffuso in tutta Europa, ma questo animale dalle
abitudini notturne, così solitario e indipendente, faceva paura.
Fu considerato una creatura infernale, simbolo del demonio e amico delle streghe soprattutto
se era un gatto nero.
Perciò, in quel periodo molti felini finirono bruciati sul rogo: proprio la stessa sorte che toccava alle streghe!
Ma le cose sarebbero presto cambiate di nuovo.
Di nuovo utile all'uomo
A metà del XIV secolo sull’Europa si abbatté una terribile epidemia di peste, malattia mortale e molto contagiosa provocata da un microrganismo: questo veniva diffuso dai topi, ai quali i gatti davano, come sempre, la caccia.
Ed ecco che il gatto cominciò di nuovo a essere considerato utile.
Bisognerà però aspettare il XVII secolo prima di trovare un gatto comodamente acciambellato in salotto!
La grande passione per il piccolo felino domestico esplose nel Settecento, in Inghilterra: a partire da quel periodo furono create molte razze diverse.
I cugini selvatici: I Felini
Il gatto appartiene a una famiglia di animali chiamati felidi o, più comunemente, felini. Esistono circa 35 specie di felini, diffuse in gran parte del mondo, tranne che in Antartide, in Australia e in Madagascar.
I cosiddetti "grandi felini" sono la tigre, il leone, il giaguaro, il leopardo e il ghepardo.
I felini selvatici più piccoli comprendono il puma, la lince, il caracal, l’ocelot (o gattopardo).
Il corpo di un felino è estremamente flessibile.
Lo scheletro di un gatto domestico è costituito da più di 230 ossa, ben più dello scheletro umano che, nonostante sia molto più grande, ne contiene 206.
L’animale ha muscoli potenti che lo aiutano nel salto e nella corsa; la coda consente ai felini di mantenere l’equilibrio quando saltano e di girarsi in volo quando cadono.
Gli artigli sono adatti per afferrare e stringere le prede.
Quando non vengono usati, possono essere ritirati dentro guaine che si trovano all’estremità
di ogni dito, così non si danneggiano quando il felino cammina: sono perciò detti artigli retrattili.
L’unico felino che non può ritirare gli artigli in questo modo è il ghepardo.
Un felino ha denti aguzzi, che servono ad addentare piuttosto che a masticare.
I potenti muscoli delle fauci indicano che può uccidere la preda con un solo morso.
I felini hanno una vista acutissima anche di notte, un naso sensibile e un udito eccezionale.
Un felino può muovere ciascun orecchio indipendentemente dall’altro, per captare suoni che provengono da direzioni differenti.
I baffi di un felino (le vibrisse) sono in realtà organi di senso tattile: infatti, sono molto sensibili al contatto e aiutano l’animale a muoversi e a orientarsi nello spazio.
Con tutte queste caratteristiche fisiche, puoi capire come i felini siano i predatori perfetti!
La maggior parte di essi caccia nelle ore del tramonto o all’alba, quando la luce è più tenue; non mancano però esempi di felini che cacciano in piena notte o sotto la luce più accecante del giorno.
La tecnica usata, sia che la caccia avvenga in gruppo sia da soli, è in genere quella dell’agguato.
Solo il ghepardo rincorre la preda.
È il più veloce dei felini e di tutti gli animali terrestri: può raggiungere i 110 chilometri all’ora!
La struttura fisica e l'aspetto del gatto hanno subito scarsi cambiamenti nel corso della storia, la maggior parte delle razze feline è nata per puro caso, nel 1871 a Londra si è avuta la prima mostra felina.
Oggi in Europa e in America sono riconosciute oltre 100 razze.