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Cenni storici

Animali domestici > Cani

Il cane è un mammifero, in origine carnivoro e in seguito divenuto onnivoro per la lunga convivenza con l'uomo, appartenente alla famiglia dei canidi.

Un lupo che ulula alla Luna sembra il simbolo stesso della vita selvaggia, e certo appare ben diverso da un vaporoso barboncino da salotto.
Eppure, un filo invisibile li unisce: quello dell’addomesticamento e della creazione di razze canine, che ha permesso a un antico lupo di trasformarsi nel più fedele amico
dell’ uomo.
La specie canina nel corso del tempo si è adattata a tutti i climi, civilizzazioni e zone geografiche.
Ad esempio dall'Husky della Siberia al Cane nudo del messico, dal Pechinese all'Alano passando dal Boxer al Teckel, le 400 razze tuttora omologate dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) appartengono tutte al genere Canis familiaris ma sottolineano l'indipendenza delle trasformazioni morfologiche della testa, degli arti e della colonna vertebrale nel corso dell'evoluzione del cane.

IL COMPORTAMENTO DEL CANE

Per comprendere il comportamento del cane bisogna rifarsi al suo principale (e forse unico) progenitore, il lupo.
Alcune tra le fondamentali caratteristiche di comportamento di questa specie hanno, infatti, più di undicimila anni fa, consentito il suo inserimento nei primitivi gruppi umani e il suo progressivo evolversi per addomesticamento.
Per cominciare, i cuccioli di lupo "fanno tenerezza", oppure, se vogliamo tradurre il concetto in termini scientifici, emettono segnali infantili che bloccano l'agressività e stimolano l'adozione da parte dell'uomo.
Un cucciolo di lupo infatti, se rinvenuto casualmente oppure raccolto durante una battuta, viene spesso adottato più che soppresso.
Entra in funzione, a questo punto, un altro importante meccanismo, l' "imprinting", una forma di apprendimento precoce (per il lupo e il cane può avvenire solo entro i primi tre mesi di vita) e irreversibile, attraverso cui il cucciolo riconosce, nel gruppo sociale in cui vive (e cioè nel caso in questione la famiglia umana), i suoi simili.
Il giovane lupo si sente in famiglia e la casa dell'uomo diviene la sua casa.
Subentrano allora le altre qualità positive della specie: il lupo è animale sociale, abituato a vivere in una gerarchia, è dunque capace di accettare il padrone; inoltre, in quanto sociale, è capace di comunicare, attraverso molti segnali, la sua tendenza al gioco, all'aggressività, alla paura, alla sottomissione...
Per comprendere il cane, bisogna rendersi conto che tutte le sue principali specializzazioni si ritrovano nel lupo, che è animale variabilissimo.
Già possiamo renderci conto come la sua socialità lo renda un perfetto animale da compagnia; il fatto che sia una specie territoriale lo rende adatto come animale da guardia (infatti, grazie all' "imprinting" anche gli uomini appartengono alla sua specie).
Il lupo poi è cacciatore di gruppo, sa però inserirsi bene nei gruppi di cacciatori umani, con vari ruoli, già preesistenti nella situazione naturale.
Anche l'abilità dei cani da pastore, che sono in grado di guidare un branco di erbivori ed eventualmente di separarne un singolo individuo, la si ritrova, come elemento della cacccia, nel lupo.


IL CANE DOMESTICO

Il cane domestico è un animale vertebrato e appartiene al gruppo dei mammiferi.
Discende dal lupo e vive con l’uomo fin dalla preistoria: fu infatti il
primo animale a essere addomesticato, circa 13.000 anni fa.
I lupi e le prime popolazioni umane cacciavano la stessa selvaggina e condividevano gli stessi territori: probabilmente fu grazie a ciò che, poco a poco, il lupo cominciò a farsi avvicinare dall’uomo, ad abitare con lui e a difenderlo dagli altri
predatori.


CANE E UOMO, COMPAGNI DI SQUADRA

Quando l’uomo da nomade divenne sedentario, e cominciò a coltivare la terra e ad allevare animali, circa 10.000 anni fa, il cane fu usato per fare la guardia alle case e al bestiame.
In tutte le civiltà antiche, dalla Mesopotamia all’antico Egitto, dai greci ai romani, il cane è presente come fidato animale che accompagna l’uomo a caccia e in guerra.
I soldati sumeri lanciavano i mastini all’inseguimento dei nemici.
E c’è da credere che quelli fuggissero a gambe levate!


IL CANE COMUNICA CON L’UOMO

Come i loro cugini selvatici, i cani domestici abbaiano, ringhiano e ululano.
Esprimono i loro sentimenti con il linguaggio del corpo.
Un cane scodinzola per fare capire che è contento di vederti.
Mostrare i denti è segno di aggressività, mentre le orecchie abbassate e il pelo dritto indicano che il cane è nervoso e ha paura.


I CUGINI SELVATICI: I CANIDI

I cani domestici fanno parte dell famiglia dei canidi.
Si tratta di mammiferi carnivori, diffusi in tutti i continenti, tranne nell’Antartide;
sono in grado di sopravvivere in condizioni climatiche molto diverse, dai torridi deserti alle tundre artiche.
Hanno di solito un corpo dalla forte muscolatura, lunghe zampe e una folta coda.
Tutti hanno cinque dita nelle zampe anteriori e quattro in quelle posteriori.

I cani possono correre a grande velocità per lunghe distanze e hanno un olfatto e un udito eccezionali.
Cacciano prede come i roditori e i conigli, ma molti mangiano anche frutta e vegetali, quando è difficile trovare le prede.
Alcuni canidi, come i lupi, cacciano in branco e possono uccidere una preda molto
più grande di loro.
Le femmine partoriscono, una volta all’anno, dai 2 ai 13 cuccioli.
Questi nascono ciechi e indifesi, e hanno bisogno di molte cure prima di essere in grado
di badare a se stessi.
I canidi hanno dimensioni molto varie: dal minuscolo fennec, che non pesa più di 1 chilogrammo e mezzo, al lupo grigio, che può arrivare a 2 metri di lunghezza,
compresa la coda, e pesare fino a 80 chilogrammi.
I maschi sono di solito più grandi delle femmine.
In questa grande famiglia troviamo, fra gli altri, il coyote, il dingo, la volpe rossa, la volpe artica, il licaone, il cuon e lo sciacallo.


LE ORIGINI DEL CANE

Sulla provenienza del cane domestico (Canis familiaris) le opinioni dei naturalisti sono discordi: alcuni sostengono la derivazione da un unico tipo selvatico, altri pensano invece che abbia avuto un certo numero di antenati.
Quest'ultima teoria è fondata sulle numerosissime varietà di razze oggi esistenti;
si pensi alla grande mole del cane di San Bernardo, alto alla spalla (al garrese) circa un metro e pesante circa 100 kg, e alle piccole dimensioni di un chihuahua, alto circa 15 cm e pesante circa 800 g.
E' più probabile, per'altro, che il cane domestico discenda dal lupo o dallo sciacallo, o dall'incrocio di ambedue.
E' accertato comunque che il cane vive accanto all'uomo probabilmente da prima dell'11.000 a.C.: se ne riscontrono testimonianze in fregi e graffiti preistorici in molte località.
Il più antico fossile europeo è da considerarsi il Canis familiaris palustris o "cane della torba" risalente all'epoca delle palafitte.
Nel 1854 a causa dello straordinario abbassamento di alcuni bacilli svizzeri, vennero messi in luce numerosi villaggi su palafitte: in diversi strati furono rinvenute, accanto a manufatti indicativi dell'epoca, anche molte ossa di animali preistorici, sia sevatici sia domestici.
Negli strati dell'età del bronzo, ad esempio, si scoprirono resti di cani di grossa taglia: a questo tipo venne dato il nome di Canis familiaris matris optimae o "cane del bronzo", designato da molti come il progenitore dei cani da pastore.
Un'altra forma preistorica venne ravvisata nel Canis familiaris intermedius o "cane della cenere", probabilmente progenitore dei cani da caccia.
Si aggiunsero infine il Canis familiaris inosranzevi, probabile antenato di molossi, alani, mastini e di altri cani da pastore di grossa mole, nonchè dei cani nordici di tipo volpinoide (per esempio i cani da slitta), e il Canis familiaris leineri, possibile capostipite dei levrieri.


IL CANE NEL MONDO ANTICO

Molti sono i cani rappresentati nelle figurazioni dell'antico Egitto e ciò dimostra che quel popolo li teneva in particolare considerazione.
Presso gli Assiri si riscontra la presenza di cani enormi impiegati per la caccia a grossi animali, ma in epoche non così antiche come è dimostrato per gli Egizi.
Prima ancora gli Hyksos, gli Ittiti, i Persiani, usavano i feroci mastini mesopotamici, muniti di collari con grossi e lunghi aculei, che lanciavano contro il nemico con risultati terrificanti.
Questi cani traevano certamente origine dal mastino del Tibet, tutt'ora presente nel Nepal e nelle regioni limitrofe, ma di dimensioni ridotte rispetto a quello gigantesco di allora, definito da Marco Polo "grande come un asino".
Che il cane sia di tutte le regioni è documentato anche dalle civiltà degli Incas e dei Maya così come da quelle cinese e indiana.
Dell'intelligenza del cane, del suo attaccamento e della sua fedeltà al padrone si narra da tempi lontani; perchè non solo l'uomo trovò in questo animale un grande ausilio, ma non potè non apprezzarne le qualità psichiche.
Si attribuisce a Zorastro la massima per cui "Il mondo si regge sull'intelligenza del cane".
Socrate, d'abitudine, giurava sul cane come su cosa sacra.
Plutarco parlò del cane di Santippo, padre di Pericle, che, non potendo seguire il padrone partito per mare, si buttò in acqua, lo seguì a nuoto da Atene a Salamina e, raggiuntolo, morì di sfinimento.
Alessandro Magno edificò una città (Pesita) in onore di un suo cane preferito.
Omera cantò di Argo che morì quando riconobbe Ulisse, l'adorato padrone atteso per vent'anni.
Fra i tanti cani celebri va ricordato anche Sotèr, il solo superstite dei difensori di Corinto, attaccata di sorpresa dal nemico nel 581 a.C.: la città gli conferì un collare d'argento con la scritta "difensore e salvatore di Corinto".

Dall'antichità il cane ha molte funzioni e compie diverse attività come combattimenti, trazione di slitte nelle regioni polari e ai riti sacri della mitologia.
In secondo tempo l'Impero Romano è definita la patria dei mille cani proprio per le sue diverse funzioni come la compagnia, la guardia dei greggi e la caccia.
Nel Medioevo i Bloodhound e i Bracchi sono utilizzati per prendere la selvaggina senza abbaiare.

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