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Terre dei Castelli > Vignola
Un po' di storia in breve:
VIII secolo d.C.
Secondo la tradizione in quest'epoca risale la scelta di costruire una struttura fortificata sullo sperone roccioso che si protende sul greto del Panaro, attorno al quale oggi si estende la città di Vignola.
X secolo
Il Castello di Vignola entra a far parte dei possedimenti del Vescovo di Modena e sostiene l'attacco da parte degli Ungari.
1227
Dietro investitura vescovile Vignola viene assoggettata al Comune di Modena.
1247
Nell'ambito delle contese tra guelfi bolognesi e ghibellini modenesi, la Rocca viene incendiata da re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II.
1256
Gherardo dei Grassoni ricostruisce la Rocca di Vignola e la espande.
1336
Obizzo III d'Este assume la signoria di Modena e i titolari della Rocca di Vignola diventano suoi vassalli.
1396
Il Castello viene conquistato da Giovanni da Barbiano che lo possiede per tre anni.
1401
La Rocca ed il feudo di Vignola sono donati dal marchese Nicolò III al nobile di Ferrara Uguccione I Contrari che nel 1409 diventa signore anche delle podesterie di Monfestino e Savignano.
1575
Il duca Alfonso II erige a Vignola a marchesato dando a Ercole Contrari il titolo di marchese.
Qualche mese dopo viene ucciso Ercole Contrari e il feudo torna sotto il dominio della casa d'Este.
1577
Alfonso II d'Este vende a Giacome Boncompagni figlio di Gregorio XIII il marchesato di Vignola.
1796
Con l'arrivo dei francesi la famiglia Boncompagni Ludovisi perde i diritti feudali sul marchesato e vede confiscati tutti i suoi beni (compreso il Castello) di cui rientrerà in possesso solo dopo alcuni anni.
XX Secolo
All'inizio del 900 vengono trovati gli affreschi che ornano le sale della Rocca e il pricipe Boncompagni ludovisi li fa restaurare.
L'architetto dell'Imperatore di Germani Bodo Ebhardt nel 1904 compie alcuni rilevamenti dell'edificio che verrà poi inserito nella sua pubblicazione sui castelli italiani.
1965
La Cassa di Risparmio di Vignola diventa proprietaria del Castello retrocedendola nel Dicembre 1998 alla Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola (Ente statutariamente vocato alla sua migliore gestione e valorizzazione).
La Rocca di Vignola è il simbolo principale per tutti i cittadini di Vignola, ad essa vengono associati i più importanti monumenti storici della Valle del Panaro, dai tempi in cui fungeva da bastione e da aggregazione economica per gli abitanti, alla poi successiva funzione di elegante castello rinascimentale e apprezzato e visitato da turisti, letterati, politici...
La Rocca di Vignola è anche il simbolo di una unicità culturale che per nutrendosi dell'humus emiliano ha visto contributi diversi, un crogiuolo di influenze italiane ed europee di cui sono testimonianza le diverse variazioni stilistiche.
La storia di Vignola e la storia della Rocca vanno avanti insieme, e permettono una perfetta osmosi con il tessuto urbano del borgo prima e della città poi, dalle lotte dei feudatari nei secoli medievali alla seconda guerra mondiale quando le grosse mura erano un rifugio sicuro dal conflitto.
Il nome Vignola deriva dal latino "vineola" che significa "piccola vigna" e ancora oggi nel gonfalone della città appare questo simbolo.
La prima volta Vignola fu menzionataa in un documento dell'826 dell'abbazzia di Nonantola.
L'anno di fondazione della Rocca non si conosce ancora con certezza ma si suppone che sia stata edificata in quel momento di crisi storico politica accaduto dalla fine della dinastia Carolingia e dalla invasione degli Ungari quando vennero innalzate torri e recinti fortificati.
La Rocca sorge come struttura difensiva-offensiva e continua ad avere questa funzione durante la signoria dei Grassoni nel XIV secolo, è certamente con i Contrari investiti dal feudo da casa d'Este nel 1401 che la sua funzione diventa quella di essere una dimora ricca piena di affreschi e decorazioni.
Successivamente una volta estinta la dinastia dei Contrari con la morte di Ercole la rocca viene comprata dai Boncompagni nel 1577 che non amministrarono mai direttamente il feudo.
Nel corso dell'800 il Municipio, la Biblioteca e la Cassa di risparmio di Vignola ne acquisirono la proprietà nel 1965.
In questi ultimi decenni sono stati fatti lavori di restauro che hanno recuperato a livello architettonico e pittorico l'intera struttura e grazie a ciò oggi La Rocca è accessibile.
Le sale del piano terra sono la:
Sala dei Leoni e dei Leopardi,
Sala delle Colombe,
Sala degli Anelli,
e del primo piano sono la:
Cappella
Sala delle Dame
Sala del Padiglione
Sala dei Cani
Sala degli Stemmi
Sala dei Tronchi d'Albero
sono decorate con affreschi del XV secolo e accogliono esposizioni e mostre d'arte.
Nei sotterranei sono state ricavate due sale convegni:
la Sala dei Contrari (ospita convegni e concerti)
la Sala dei Grassoni (accoglie corsi e riunioni di carattere tecnico).
Ci sono anche le
Sale degli Armigeri
i camminamenti
le tre torri denominate "nonontolana", delle "donne", e del "pennello".
Vignola è visitata da oltre 50000 visitatori all'anno.
Rimane sicuramente una struttura delle più interessanti e ricche di storia della zona.
Ad esempio la Cappella della Rocca ha un prezioso ciclo di affreschi tardogotici che raffigurano immagini e personaggi delle Storie di Cristo attribuiti al Maestro di Vignola senza però avere un nome preciso.
Intorno al 1430 Uguccione dei Contrari amico e consigliere di Nicolò III d'Este decise l'ornamento della cappella della rocca e orientò le sue scelte artistiche nell'ambito dei protetti del Marchese di Ferrara.
Il Maestro di vignola conobbe di certo l'opera di Giovanni da Modena che si fece portavoce di una nuova concezione artistica.
Un'altra bella Sala della Rocca è la:
Sala del Padiglione chiamata così per la rappresentazione di una grande tenda con i lembi aperti e decorata e davanti ci sono due personaggi che la critica ha identificato in Battistina Fregoso e Ambrogio Contrari sposi nel 1461.
La scena del matrimonio è la raffigurazione che viene presentata racchiusa all'interno di mura merlate e decorate da tralci di fiori e foglie.
L'obbiettivo pricipale della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola che è attualmente proprietaria, era di rendere la Rocca funzionale attraverso un recupero delle strutture e degli affreschi per poterla farla diventare adeguata ad ospitare eventi culturali in collaborazione anche con i Musei e gli Enti locali.
Negli ultimi anni sono state organizzate iniziative culturali che hanno contribuito a fare conoscere al pubblico collezioni d'arte normalmente non inserite nei percorsi espositivi di musei e gallerie, consentendo non soltanto il loro restauro ma anche una scrupolosa inventariazione attraverso i cataloghi di mostra.
Finita la visita alla rocca si consiglia di andare in Piazza dei Contrari dove c'è un palazzo rinascimentale di proprietà della Parrocchia locale detto dai vignolesi "Barozzi" in quanto attribuito al celebre architetto che qui ha avuto i natali (Jacopo Barozzi) voluto da Ercole Contrari nella seconda metà del Cinquecento.
L'edificio al suo interno ha una scala a chiocciola bene affrescata, di recente restauro che ne ha restituito l'antico splendore.
In specifico
I reperti archeologici danno testimonianza (anche se non sempre sicura), dell'avvicendarsi di varie popolazioni sul territorio (Etruschi, Liguri, Galli, Romani).
Rimane la testimonianza di un borgo (pagus) Sabinianum e di un Feronianum, e l'attuale pedemontana (antica via Claudia) mostra una via etrusca che dalla Toscana, collegava Bologna a Parma, attraversando il Panaro all'altezza dell'attuale Pieve.
Il primo documento scritto che reca testimonianza del luogo in cui venne fondata la nuova comunità è dell'anno 826.
Successivamente a seguito di una permuta, l'abate del Monastero di Nonantola aveva la "basilica" di S.Maria in Tortiliano e il borgo "in loco viniole ad saxo", in seguito venne costruito il castello.
La data precisa di costruzione del castello non la conosciamo, un'antica tradizione vuole che sia stato edificato da S. Anselmo abate di Nonantola, a difesa dei beni del monastero della zona.
Per tutto il periodo di dominio vescovile durato fino al 1247, il castello ha la funzione di essere un importante "sentinella del Panaro", per la difesa e il controllo del fiume e dell'antica via Claudia.
La transazione del territorio vignolese al Comune di Modena causò molti scontri tra le diverse fazioni dei guelfi e dei ghibellini e il comune di Bologna.
Gherardo Grassoni approfittò della crisi economica e instaurò a Vignola la signoria della sua famiglia, affermando un dominio che durò quasi un secolo.
Poi gli Estensi ripresero il feudo e, con la nomina di un podestà, esercitarono la loro signoria diretta nel 1399.
Nel 1401 Niccolò III d'Este diede ad Uguccione dei Contrari di Ferrara il castello e le sue adiacenze e così, il feudo di Vignola divenne contea con sedici comunità.
La signoria durata quasi due secoli, coincise con il periodo di massima prosperità del paese.
Infatti in quel periodo venne ristrutturata la Rocca, innalzata una nuova cinta muraria e con Ercole Contrari nel 1557 venne fatto erigere, su progetto dell'architetto Jacopo Barozzi, il Palazzo antistante la Rocca (oggi conosciuto come Palazzo Boncompagni).
Con la morte di Ercole nel 1575, per mancanza di eredi, il marchesato di Vignola tornò agli Este che, su richiesta del Papa Gregorio XIII, lo cedettero a Giacomo Boncompagni, suo figlio naturale.
La conquista napoleonica fece decadere definitivamente il dominio della famiglia Boncompagni e Vignola diventò capoluogo di Cantone del Dipartimento del Panaro.
La Rocca di Vignola, "forte fabrica all'antica con due recinti di mura con tre torri e diverse altre commodità" si presenta al visitatore come un imponente quadrilatero, prodotto finale di tante fasi costruttive ed in particolare di quelle apportate dai Grassoni prima e dai Contrari poi, che l'hanno trasformata da roccaforte ad imponente residenza nobiliare.
Veduta aerea del castello
Sulla sinistra della facciata si apre l'androne d'ingresso anticamente difeso da ponti levatoi, fossato, portoni e saracinesche di cui restano oggi due portoni e le vestigia del resto.
Sulla destra si innalza la torre del Pennello, dietro ad essa, nell'angolo del quadrilatero che guarda il fiume Panaro, la torre delle Donne ed ultima la torre denominata di Nonantola: la più antica ed imponente.
Sulla mura esterna che corre tra questa torre e l'androne d'ingresso si apre un bastione arrotondato chiamato Rocchetta, che per la forma singolare, si distacca dalla rimanente struttura architettonica.
La Rocca, edificata su roccia calcarea, comunemente chiamata "tufo" a strapiombo sul fiume, si configura oggi disposta su cinque piani, dai sotterranei, dove si trovano le Sale dei Grassoni e dei Contrari, ai camminamenti di ronda.
Per quanto concerne le sale e la loro funzione d'uso, al piano terreno si aprono quelle riservate alla rappresentanza, cioè adibite ai momenti pubblici ed ufficiali della vita di corte: banchetti, feste, musica, teatro, amministrazione della giustizia.
Il primo piano era, invece, dedicato al privato, agli appartamenti dei signori e dei loro ospiti.
Al livello superiore sono le stanze probabilmente utilizzate per gli alloggi della servitù e delle truppe di stanza, alla Rocca, ma anche i locali di servizio, indispensabili in un edificio di tali dimensioni.
Orari di apertura al pubblico:
L'orario varia in concidenza con l'introduzione dell'ora legale:
Invernale:
Giorni feriali: 9.00/12.00 14.30/18.00
Giorni festivi: 10.00/12.00 14.30/18.00
Estivo:
Giorni feriali: 9.00/12.00 15.30/19.00
Giorni festivi: 10.00/12.00 15:30/19.00
Giorno di chiusura: il Lunedì
Ingresso gratuito.
Portato a compimento verso il 1568, per volere del Conte Ercole Contrari "Il Vecchio", il centro dell'attività affaristica e mercantile della città.
Nel 700 in particolare vi furono collocati i magazzini dei mercanti di grano.
Un'interessante meridiana fu costruita a metà dell'800 e oggi ne rimangono tracce sul pavimento e sulla parete nord a fianco dell'ingresso della Rocca.
Nella Cappella della Rocca si può ammirare il ciclo di affreschi tardogotici commissionato da Uguccione Contrari ora recentemente restaurato.
I dipinti che raffigurano le Storie di Cristo sono attribuiti al Maestro di Vignola di cui ora non si conosce il nome.
E' probabile che il committente amico e consigliere di Nicolò III d'Este si sia rivolto a un membro della cerchia di artisti che giravano intorno alla corte estense nei primi tre decenni del XV secolo.
Un altro bellissimo ambiente affrescato è la sala del Padiglione che deve il suo nome alla rappresentazione di una grande tenda con i lembi aperti e decorata.
Davanti alla tenda ci sono due persone che la critica li ha identificate in Battistina Campofregoso e Ambrogio Contrari sposi nel 1461.
E' rappresentata la scena del loro matrimonio all'interno di mura merlate che lasciano immaginare la struttura di un giardino pensile abbellite da melograni, tralci di fiori e foglie e altri varietà di piante da ornamento.
L'edificio è completato dalle sale degli Armigeri, dai bellissimi camminamenti e dalle tre torri chiamate: Nonantola, delle Donne e del Pennello.
Nei sotterranei dalle cantine, sono state ricavate due sale dove si svolgono molti eventi: la Sala dei Contrari che ospita numerosi convegni, concerti e spettacoli teatrali e la sala Grassoni che accoglie corsi e riunioni.
Questi importanti eventi culturali rappresentano per Vignola e per le provincie di Modena, Bologna e Reggio Emilia, una nota meta turistica che richiama ogni anno migliaia di visitatori.
un importante e attento lavoro di restauro ha consentito in questi ultimi decenni di recuperare aa livello architettonico e pittorico l'intera struttura.
Per merito delle ricerche storiche effettuate è stato possibile risalire al significato degli affreschi databili in gran parte al XV secolo che decorano le sale del piano terra (sala dei Leoni e dei Leopardi, sala delle Colombe e sala degli Anelli) e alcuni locali del primo piano (sala delle Dame, sale degli Stemmi e sala dei Tronchi d'Albero).
Le imprese e gli stemmi che ci sono sulle pareti tramandano la storia della famiglia Contrari e mostrano chiaramente la stretta alleanza con gli Estensi.