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Canottaggio

Uomo e Natura > Sport acquatici

Il canottaggio viene praticato generalmente in laghi, fiumi e bacini artificiali.
Le imbarcazioni da regata sono lunghe, strette e leggere.
Il numero dei rematori varia a seconda delle gare, ma ogni rematore usa un solo remo.
A poppa si trova il timoniere, che stabilisce l'andatura e coordina i rematori.
Il canottaggio è uno sport del remo che uno o più vogatori esercitano usando speciali imbarcazioni, i canotti.
Da oltre un secolo i canotti impiegati nelle gare sportive si sono molto differenziati da quelli usati a scopo non sportivo.
Questi ultimi sono oggi per lo più costruiti con materiali indistruttibili e inaffondabili come plastica, fibre sintetiche...che offrono massima leggerezza, facilità di trasporto e di manutenzione.
I canotti da regata sono costruiti con il legno leggerissimo di alcuni alberi tropicali.
Contemporaneamente si è alleggerito anche il remo: un tedesco nel 1854 ideò l'asta cava; due anni dopo gli inglesi Littleade e Taylor costruirono barche senza chiglia.
Per dare possibilità di movimento al vogatore gli inglesi spalmavano il sedile con grasso finchè nel 1857 negli Stati Uniti entrò nell'uso il carrello scorrrevole su due guide, che un francese perfezionò adottando il movimento su cuscinetti a sfera.

Il canottaggio è uno sport antico!
Infatti, Virgilio racconta nell'Eneide che la prima gara nautica fece parte del complesso di onoranze funebri indette da Enea, per la morte del padre Anchise.
Cesare indisse verso il 46 a.C. le naumachie, autentiche gare di velocità sul Campo marzio appositamente allargato: le arene degli stadi romani e greci erano costruite in modo da permettere l'allargamento perchè vi si disputassero gare remiere.
L'affermarsi della potenza delle Repubbliche marinare italiane fece risorgere questo tipo di agonismo: all'inizio dell'XI secolo a Venezia si disputavano gare fra gondolieri e tra galee.
I Veneziani dettero il nome di Regata a queste manifestazioni e il termine è stato poi adottato dovunque.
Gare fra barcaioli avvennero in Gran Bretagna, nel 1715, ma vere e proprie competizioni cominciarono ad aver luogo nel 1791, con precise regole e con l'adozione di tipi di imbarcazione per vogatori singoli, in coppia, a quattro e a otto, alcune anche senza timoniere.

Il canottaggio moderno
Nel 1829 ci fu a Tamigi la prima regata in senso moderno, organizzata fra gli equipaggi delle università di Oxford e di Cambridge, ciascuno con otto vogatori: sul tratto Hambledon Lodge-Henley, di 2 miglia e un quarto (circa 4000 m), prevalse l'armo di Oxford.
La tradizionale sfida avviene tuttora fra Putney e Mortlake, percorso di 4 miglia e un quarto (circa 8000 m).
Cambridge vanta un maggior numero di vittorie nella classica sfida che una volta, nel 1877, si concluse in parità.
Categorie di regata: con il passare degli anni le regate remiere hanno avuto una precisa regolamentazione.
Sono riconosciute ufficialmente quelle per le seguenti categorie: singolo, doppio, due senza, due con timoniere, quattro senza, quattro con timoniere, otto.
Nel singolo e nel doppio il vogatore aziona due remi, mentre nelle altre imbarcazioni i vogatori ne hanno uno soltanto e sono disposti in uguale numero sui due lati dello scafo.
Le gare si svolgono sulla distanza di 2000 m.

Il canottaggio nel mondo
Per gli Inglesi vincere una regata di canottaggio equivale a un'impresa di grande prestigio.
Uno dei bacini più noti è quello di Henley, a 30 miglia da Londra, sul Tamigi.
Dopo gli Inglesi, che sono all'avanguardia, detengono il secondo posto i Tedeschi, che nel 1894 ad Amburgo ottennero la loro prima vittoria sui rivali d'oltre Manica.
Anche in Francia, nella seconda metà dell'Ottocento, il canottaggio fu di moda a un punto tale che ne rimane una testimonianza artistica di dipinti di pittori impressionisti.
Questo sport è oggi molto diffuso ovunque e notevoli progressi sono stati compiuti dai paesi dell'Est europeo mentre negli Stati Uniti è praticato, come in Inghilterra, soprattutto nei colleges e nelle università.

Il canottaggio in Italia
La Federazione Italiana di canottaggio, costituita nel 1888 a Torino, ebbe la denominazione di Rowing club italiano, ma già in precedenza Genovesi e Livornesi erano stati protagonisti di importanti sfide, rinnovate dal dualismo fra le società sportive di canottaggio Tevere di Roma e Ticino di Pavia.
La prima gara nazionale ebbe luogo nel 1889 a Stresa.

Gli equipaggi campioni
L'Italia conquistò la prima vittoria internazionale nel 1901 agli europei di Zurigo con il quattro con timoniere.
Il primo canottiere azzurro entrato nella storia del remo fu Giuseppe Sinigaglia, caduto durante la prima guerra mondiale sul Carso, vincitore nel singolo del trofeo Diamond Scull a Parigi e a Henley nel 1914.
Nelle Olimpiadi del 1928 (Amsterdam) l'equipaggio istriano della Pullino vinse nel quattro con, mentre altre vittorie di prestigio si ebbero nelle Olimpiadi del dopoguerra.

Come si diventa canottieri
Il canottaggio è uno sport molto faticoso.
Richiede grande sacrificio, allenamenti giornalieri, concentrazione psicologica durante la gara.
Si è assistito spesso a crolli fisici di atleti di valore subito dopo l'arrivo.
Il ritmo di gara, che una volta consentiva pause e punte sulle 36-40 palate al minuto, è ora costantemente sulle 40 palate.
In Italia gli appassionati sono sempre meno perchè questo sport non offre guadagni notevoli.
Nei paesi dell'Est Europeo, invece, si trovano appassionati attraverso le organizzazioni militari, i circoli dei grandi complessi industriali e così via.
In Inghilterra e negli Stati Uniti i colleges sono il vivaio.
Requisiti essenziali per potere fare del canottagio sono potenza muscolare delle braccia, capacità respiratoria, resistenza allo sforzo che dura in media 7 minuti per gara, e infine cordinazione dei movimenti.
Per formare un equipaggio occorre tenere conto anche dei fattori psicologici: è necessario il perfetto affiatamento, il sincronismo di movimento e d'azione, mentre conta molto l'affinità fisica dei vogatori specie negli armi del quattro e dell'otto.
Si arriva a formare un equipaggio di valore internazionale solo dopo anni di prove e di studio tecnico.
Il timoniere di solito è un giovanissimo, di poco peso, il quale, a voce, dà il ritmo ai vogatori controllando gli avversari e tenendo la linea diritta all'imbarcazione.


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